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Verso Verona con il Beato Domenico Lentini

 

Si è rinnovato anche quest'anno il tributo di amore e venerazione profonda per il Beato Domenico Lentini (1770-1828) a Lauria, nella diocesi di Tursi-Lagonegro. A ricordare il prete santo, ricco solo del suo sacerdozio, che nella totalità del suo essere fu tutto di Cristo e si donò instancabilmente ai fratelli sino all'estremo delle sue forze, è stato Mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Acerenza in una solenne e partecipata celebrazione liturgica, cui hanno preso parte Mons. Francesco Nolè, vescovo della diocesi, Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Cozzi, vescovo emerito di Melfi-Rapolla-Venosa, Mons. Angelo Spinillo, vescovo di Teggiano-Policastro, oltre ad una schiera numerosa di presbiteri e diaconi. La Diocesi che ha promosso nei giorni scorsi il corso di formazione biblico-teologica “Narratori di speranza”, vuole prepararsi al Convegno Ecclesiale di Verona, in compagnia del Beato Lentini, la cui santità conseguita esclusivamente con l'esercizio del ministero sacerdotale, vuole riproporre ai presbiteri ed agli alunni del Seminario Regionale di Basilicata. Il Lentini proclamato beato da Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1997 può aiutare certamente le Chiese in Lucania a ricordare, a raccontare ed a camminare, i tre verbi che daranno l'impronta al Convegno ecclesiale nazionale: Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo. Se è vero, come scrivono i Vescovi italiani nella Traccia di riflessione in preparazione al Convegno Ecclesiale di Verona, (n.13), che viviamo in un tempo che ha una grande nostalgia di speranza e molti sperimentano la sensazione di non sapere dove si vuole andare e di non disporre di alcuni criteri di orientamento e di scelta, allora i santi sono l'indicazione, la segnaletica che il Signore offre agli uomini di tutte le stagioni. Il beato Lentini può aiutare a diventare testimoni di speranza per gli uomini e le donne del nostro tempo con l'esercizio di un amore operoso e concreto, segno di fraterna condivisione, di vicinanza e solidarietà. Quello della carità è come un grande fiume che, sgorgato dal cuore di Cristo, ha fecondato il deserto dell'umanità e con il fluire del tempo è andato crescendo, perché da esso sono sgorgati rivoli ed affluenti. In questo fiume di carità si colloca anche la fulgida testimonianza evangelica del Lentini, che ha saputo vivere in modo esemplare la sintesi tra contemplazione ed impegno, rendendo possibile una trasmissione della fede incarnata nella vita del suo popolo ed ha tenuto acceso il fuoco della speranza, anticipando il chiarore del giorno della vittoria definitiva dell'amore. I santi che sono i sempre giovani, secondo una felice definizione, non conoscono l'usura del tempo e non cadono mai in prescrizione, s'impongono alla nostra attenzione con l'esemplarità della loro vita ordinaria che non registra perciò nulla di eclatante, ma si concretizza nella fedeltà al quotidiano, vissuto però in maniera straordinaria, com'è avvenuto nella vita semplice, umile e povera del Beato Domenico Lentini. La Diocesi di Tursi-Lagonegro vuole presentare uno dei suoi figli migliori al Convegno di Verona e raccontare la sua testimonianza di santità, modello e sprono per il presbitero diocesano e camminare insieme con lui verso Cristo, unico Salvatore dell'Uomo, ieri, oggi e nei secoli.

 

Sac. Franco Alagia

 

 

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