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GIOVANI & CHIESA

Scelti e costituiti nel Cenacolo per annunciare Cristo Risorto speranza del mondo

Si è celebrato nella seconda settimana di luglio il Convegno diocesano, il secondo da quando mons. Francesco Nolè è il Vescovo della Chiesa di Tursi – Lagonegro. Il contesto ecclesiale che ha caratterizzato tale evento è stato segnato da due realtà importanti: il cammino di fede delle Comunità Parrocchiali della Diocesi incentrato nella Visita Pastorale, durata tre anni e ormai giunta alla fine e la verifica del triennio pastorale ispirato all'icona dell'incontro di Gesù Risorto con i Discepoli di Emmaus: In ascolto, in comunione, in missione. Da tutte le Comunità Parrocchiali della Diocesi sono confluiti i Presbiteri, i Religiosi e le Religiose e i fedeli Laici, soprattutto operatori pastorali, nella sala convegni dell'Hotel Paradiso in San Severino Lucano, per mettersi in ascolto della Parola di Dio, dell'azione dello Spirito Santo e delle indicazioni del Vescovo mons. Nolè, il quale ha introdotto i lavori del convegno con un'ampia e articolata relazione sullo stato pastorale attuale della Diocesi, alla vigilia della Visita ad limina che si terrà in novembre. Luci e ombre, segni di speranza ma anche zone di degrado morale e sociale, caratterizzano la vita delle Comunità Parrocchiali della Diocesi – ha affermato il Vescovo -, infatti se ancora la famiglia è considerata un valore da difendere, anche per le giovani generazioni, non mancano situazioni irregolari, divorzi ed esperienze di convivenze. Se da una parte la partecipazione dei fedeli alla Messa domenicale cresce rispetto alle medie nazionali, dall'altro si denuncia uno scollamento tra fede e vita, tra evangelizzazione e promozione umana. La vastità del territorio diocesano non manca di presentare tante ricchezze come l'acqua e il paesaggio, caratterizzato da monti e mare e dall'altra la grave piaga sociale della disoccupazione e della povertà in cui versano non poche famiglie. Di fronte a questa realtà, constata dal Vescovo soprattutto nella Visita Pastorale, deciso è venuto il richiamo ad un rinnovato slancio missionario, caratterizzato dall'annuncio che Cristo Risorto è la fonte della speranza, non solo per la Chiesa ma per tutta l'umanità, pertanto forte si è levato l'invito: Chiesa di Tursi – Lagonegro duc in altum!Per una riflessione teologica e pastorale che riuscisse a cogliere le sfide pastorali del territorio, è stato invitato mons. Filippo Strofaldi, vescovo di Ischia, che in due conferenze, caratterizzate da profondità spirituale e vivacità comunicativa, congenite alla sua personalità di napoletano verace, ha presentato tutta la ricchezza di fede che promana dal Cenacolo, visto come luogo della manifestazione dell'immenso amore che Dio ha per l'umanità e di conseguenza come l'immagine a cui la Chiesa deve attingere per il suo rinnovamento e la sua azione missionaria. La prima immagine su cui la riflessione del Vescovo si è incentrata, è stata quella del Cenacolo stanza al piano superiore, dove Gesù Maestro dona il suo vero corpo e il suo sangue nel sacramento dell'Eucaristia unito al gesto profetico della lavanda dei piedi, regola suprema del ministero apostolico e al comandamento nuovo dell'amore; nella seconda il Cenacolo è stato contemplato nel giorno di Pentecoste, alla luce della discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente, per accogliere ancora oggi i doni della pace, della fede e l'invito da parte di Cristo Risorto ad annunciare a tutti la Buona Novella e battezzare gli uomini di ogni razza e continente; infine la meditazione dell'incontro di Gesù con i Discepoli di Emmaus, per un cammino di riconoscimento del vero volto del Signore attraverso l'ascolto della sua Parola, la frazione del Pane e la missione, superando soprattutto i limiti nel cammino ecclesiale di fede segnati dall'individualismo etico e pastorale, dal quietismo culturale e spirituale e da quel sentimento di disperazione e rassegnazione in cui vivono tanti cristiani e a volte anche pastori. Le riflessioni di mons. Strofaldi sono state accompagnate dalla testimonianza di don Agostino Jovene, parroco e cancelliere della diocesi di Ischia, che ha raccontato un'esperienza concreta di parrocchia attenta all'evangelizzazione, alla carità verso i poveri vicini e lontani, infatti la maggior parte delle entrate economiche delle feste religiose è devoluto per le missioni, e a livello diocesano l'esperienza della formazione degli operatori pastorali e dei componenti dei vari Consigli pastorali parrocchiali.All'ascolto sono seguiti i gruppi di studio, dove ricco e animato è stato il confronto sulla realtà e le sfide pastorali delle Comunità Parrocchiali. Da tutti è venuto l'auspicio a rafforzare i vincoli di comunione nella Chiesa e nella Società civile, ad allargare gli spazi della formazione delle coscienze per un cristianesimo vissuto con più fedeltà e consapevolezza e ad essere più creativi nella missione tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo per farlo conoscere e amare anche ai dai lontani. Il Vescovo mons. Nolè, dopo l'ascolto delle relazioni dei gruppi di studio, ha richiamato tutti Pastori e Laici ad un rinnovato slancio di fede delle Comunità Parrocchiali, sottolineando la centralità della formazione permanente del Clero e degli operatori pastorali, attraverso lo studio dei Documenti del Concilio Vaticano II, da riscoprire e attuare e la formazione di scuole della Parola e di vita spirituale, soprattutto per catechisti, animatori liturgici e operatori pastorali in genere; inoltre il Vescovo ha esortato tutti a porre al centro dell'azione pastorale la famiglia, soggetto e oggetto di evangelizzazione ed esortato le Associazioni e i Movimenti ecclesiali ad essere missionari e luoghi di autentica formazione ed esperienza cristiana ed ecclessiale, soprattutto per i giovani. Concludendo, mons. Nolè ha ribadito che solo la comunione ecclesiale, radicata nell'Eucaristia, renderà più credibile e incisiva la nostra azione evangelizzatrice e missionaria; solo ripartendo da Cristo, unico salvatore del mondo, la Chiesa diocesana sarà in grado di rendere ragione della speranza, di fronte alle domande di senso e alle angosce dell'uomo contemporaneo.

 
Don Gianluca BELLUSCI
 
 
 
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