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IL ROSSO DELLE STRADE TURSITANE

TURSI- Giovedì 29 marzo l'intera comunità tursitana ha dato l'ultimo commosso saluto a Vito Truncellito, di soli 19 anni, morto dopo 18 giorni d'agonia in seguito al terribile incidente che lo ha visto coinvolto all'uscita del centro abitato di Tursi. Era mercoledì 7 marzo, quando la “Renault 21” su cui viaggiavano Vito ed il suo amico Giuseppe Curci, si è schiantata a velocità folle, contro lo scuolabus comunale fortunatamente privo di passeggeri a bordo. Questo episodio ha risollevato le polemiche sulla sicurezza delle strade tursitane. Basti pensare che in meno di un anno sono stati due i morti, entrambi nello stesso punto. Il 21 giugno 2006, infatti, Biagio Laragione, da tutti conosciuto come “Gino”, perde il controllo della sua autovettura e finisce nel torrente “Pescogrosso”, dove sarà ritrovato dopo ore, ormai privo di vita, dai genitori. Gino era uno studente dell'Istituto tecnico commerciale di Tursi dove aveva da poco concluso il tema d'Italiano, valido per la prova d'esame, e stava facendo ritorno nella sua città natale di Montalbano. Uno strano scherzo del destino, ha voluto che nello stesso punto dove perse la vita Gino, anche Vito doveva abbandonare la vita terrena.

Questo è il triste excursus da meno di un anno a questa parte.

Due giovani vite spezzate; due ragazzi che hanno lasciato nello sconforto e nel dolore le loro famiglie, tingendo le strade tursitane di rosso. Rosso come il sangue. Rosso come i fiori che adesso sono deposti sul ciglio della strada per ricordarli. Molto spesso la responsabilità degli incidenti stradali, viene data all'alta velocità, all'inesperienza alla guida, alla stanchezza, ma non si accerta quasi mai l'efficienza delle strade che percorriamo. Prive di guard-rail, piene di buche e dislivelli, caratterizzate da lunghi rettilinei seguiti da curve pericolose, le strade del comune di Pierro è un vero calvario, come, appunto, il tratto che porta al di fuori del centro abitato dove si sono verificati gli incidenti più gravi. Nonostante si verifichino continui sinistri, fortunatamente non tutti mortali, come quelli su detti, nessuno fa niente. Anzi a pensarci bene una cosa l'amministrazione comunale tursitana la fa: PROCLAMARE IL LUTTO CITTADINO. Non che non sia giusto fare ciò, ma se si provvedesse all'efficiente tenuta delle strade, tutto questo non sarebbe, fortunatamente, necessario. Insomma invece di evitare che queste disgrazie accadano, si ha una premura inaudita nel proclamare la serrata degli esercizi pubblici in segno di rispetto, pensando cosi di lavarsi la coscienza da ogni peccato. Ma, come tutti ben sanno, non è cosi… Servono atti concreti che tutelino l'incolumità di tutti i cittadini. Innanzi tutto, bisognerebbe porre su tutti i tracciati di competenza, i guard-rail, che sull'90% delle strade sono divelti o addirittura omessi. Altro elemento da ripristinare è la segnaletica orizzontale che non esiste non si sa da quanti anni…

Infine, per regolare la velocità in determinati punti critici, porre degli autovelox anziché posizionarli in punti che non servono…

Basterebbe attuare semplicemente queste misure per debellare un triste fenomeno, ormai in costante aumento anche sulle nostre strade.

Allora come mai tanta premura nel rifare i marciapiedi cittadini e la piazza, che tutto sommato sono delle futilità, quando ci sono interventi più importanti e urgenti da realizzare, come la corretta tenuta delle strade?

Tutta la cittadinanza aspetta una risposta. Ma non solite promesse o parole infondate, ma FATTI CONCRETI per evitare che quello che è successo negli ultimi anni non si verifichi più.

 

Salvatore Cesareo

 

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