Denuncia Buccico: "Che cosa abbiamo fatto per meritarci la sinistra?"
Inizia, con tono polemico e acceso, la campagna elettorale di AN a Tursi. Siamo nella serata del 18 marzo 2006, attorno alle 19 e l'aula magna dell'ITGC è quasi piena, c'è gente di qualsiasi età, condizione sociale e paese circostante ad assistere al discorso politico presieduto dall'avvocato Nicola Buccico, dalla professoressa Franca Di Tommaso e dall'avvocato Giuseppe Labriola. Presenti all'assemblea gli assessori Ottomano, Cosma, Viviano e Labriola, con la partecipazione del candidato di AN Egidio Digilio. Il discorso prende consistenza dalle parole della professoressa Di Tommaso, candidata alla camera dei deputati, che, senza dilungarsi troppo, concretizza ciò che vuol dire in vari concetti chiave: riferisce all'assemblea che la sua candidatura contribuirà alla vittoria di AN e della comunità, illustra la sua ammirazione per la riforma Moratti, atto di coraggio del governo che ha portato rinvigorimento alla scuola che dal 1970 si era insabbiata. Riprende temi attuali come le coppie di fatto, il 10 febbraio “Giornata del Ricordo” in onore delle vittime delle foibe, la legge Fini, che regolarizza il giro di droghe. Termina con l'affermare che la sinistra ha sempre creato bugie sull'operato del governo.Prende la parola Giuseppe Labriola, candidato al senato, e ringraziando i presenti esplicita il suo “morboso legame per questo Tursi”. Denuncia lo strapotere della sinistra con la testimonianza forte di un medico dell'ospedale di Policoro, suo amico, anonimo all'assemblea, che fermò per strada Labriola riferendogli di votare AN alle prossime elezioni e di propagandare questo partito tra i suoi conoscenti, ma che non poteva partecipare alle riunioni di partiti di destra perché impossibilitato dai suoi superiori di sinistra. Riferisce i problemi ben noti che Tursi ha ad alzarsi e a concretizzare le opportunità necessarie al rilancio. Ricorda la sofferenza del nostro paese alle malefatte di sinistra, alla stangata giudiziaria inflittaci con “Turris” e rivolge il suo indignato parlare a “colui il qual è andato a braccetto con quelli che gridavano nelle piazze <<10-100-1000 NASIRIYA>>”(testuali parole per Diliberto). Si rivolge ai governanti di sinistra di andarsene via e liberare la nostra Basilicata. Arriva alla conclusione che non si può aiutare i bisognosi perché c'è troppa burocrazia rossa, difficile da sradicare. AN Basilicata vogliono candidati che saranno sempre vicini agli elettori e ai più deboli. Il discorso si accende con Nicola Buccico, candidato al senato, che in poco tempo spazia su tutti i fronti problematici. Polemizza moltissimo la sinistra lucana che ha portato problemi e poca libertà. Riferendosi a Bubbico come “AL PADRONE di questa regione”, denuncia la costosissima e cattiva sanità pubblica lucana e ironizza, con buon gusto, sull'infeudata regione Basilicata, che apparentemente variata nelle cariche ma in un perpetuo valzer di nomi di sinistra; i soldi piovuti dallo Stato servono a nutrire l'apparato clientelare di questa gente, descrive l'enormità degli sprechi presenti in questa piccola regione con un costante tasso d'emigrazione. Presenta la corruzione della classe dirigente lucana, dell'incongruenza totale di 10 anni di sinistra in Basilicata. Preme per la difesa della famiglia come unione tra un uomo e una donna, preme per eliminare i politici di professione che non conoscono i veri problemi di una realtà. Illustra la decadenza estrema della nostra industria, delle nostre strade, ferrovie, attività economiche soffocate dalle classi al potere. Afferma che viviamo in una regione ricca di attrattive turistiche, possibilità di rilancio agricolo, ma poco popolata, divisa in 131 comuni, con due pseudo città che non riescono nel decollo urbanistico. Ciò è voluto dalla sinistra che teme di perdere il potere e ingessando l'apparato burocratico regionale e togliendo libertà ai cittadini impone il suo regime. A termine dell'assemblea finisce con l'assicurare che AN è una forza politica conosciuta e ammirata, che ha commesso i suoi errori ma che vuole migliorare e vincere le elezioni debellando il cancro illiberale di stampo bolscevico.
ANTONIO DI MATTEO |